Il rimborso che Verdi pagò a un “hater” (e la prima shitstorm della storia)

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Oggi vi racconto una storia che fa davvero sorridere, ma che ci insegna anche tantissimo sul rapporto tra chi fa musica e chi la ascolta. Parleremo di un “leone da tastiera” ante-litteram, di un’opera colossale e di Giuseppe Verdi che, con la sua solita classe (e un po’ di astuzia contadina), gestisce una critica stroncatura in modo geniale.


Il contesto: Verdi, il “rocker” del Risorgimento

Dimenticate per un attimo il busto severo che vedete nei conservatori: Giuseppe Verdi era un uomo di teatro pratico, sanguigno, con i piedi ben piantati per terra. Non scriveva musica solo per far vedere quanto era bravo, lui cercava la verità drammatica.

Per Verdi la musica doveva servire alla storia: se un personaggio soffre, la musica deve “soffrire” con lui. È stato lui a traghettare l’opera italiana dal “belcanto” puro al “dramma musicale” moderno. Era un rivoluzionario del teatro musicale e la sua musica parlava direttamente al cuore del pubblico, senza filtri.

Capire l’Opera (senza sbadigliare)

Se non siete abituati al linguaggio dell’opera dell’Ottocento, immaginatevi una struttura molto simile a un musical o a una serie TV moderna, divisa in due ingranaggi fondamentali:

  • Il Recitativo (o Scena): è quando l’azione va avanti. I personaggi si parlano, litigano, leggono lettere, tramano. La musica qui non ha una melodia “fischiettabile”, ma segue il ritmo delle parole. Serve a farci capire cosa succede: è il motore della trama.
  • L’Aria (o Romanza): qui il tempo si ferma. Il personaggio è solo e ci racconta cosa prova nel profondo. È il momento della grande melodia, quella che ti fa venire la pelle d’oca. È l’esplosione emotiva del dramma.
Rappresentazione teatrale dell'Aida
La grandiosità scenica dell’Aida

Il focus: L’Aida non è solo trombe!

L’opera che scatenò la nostra storia è l’Aida: molti la conoscono per la famosa Marcia Trionfale, ma in realtà è un dramma intimo e pieno di passione.

Le famose trombe egizie dell'Aida
Le celebri trombe egizie della Marcia Trionfale
  • La trama: c’è una principessa etiope schiava (Aida) innamorata di un capitano egiziano (Radamès), amato anche dalla figlia del Faraone (Amneris). Un triangolo amoroso impossibile sullo sfondo della guerra.
  • Il finale (Spoiler): i due innamorati vengono sepolti vivi in una cripta, morendo abbracciati mentre Amneris prega sopra di loro. Un destino che non lascia scampo, ma di una bellezza musicale travolgente.

Prospero Bertani, l’hater meticoloso

Siamo nel maggio 1872. L’Aida arriva al Teatro Regio di Parma: tra il pubblico c’è Prospero Bertani, un giovane di Reggio Emilia che rimane molto deluso dall’opera, ma invece di limitarsi a brontolare, torna per la replica spendendo altri soldi. Il giudizio peggiora.

Allora prende carta e penna e scrive direttamente a Giuseppe Verdi per presentare il conto:

“Alla fine dell’opera… domandai a me stesso se mi trovavo contento e ne ebbi un risponso negativo… conclusi che con l’Aida non vi è nulla di entusiasmante.”

Il conto presentato al Maestro

Il conto delle spese inviato da Bertani a Verdi
Il dettagliato (e scellerato) conto inviato a Verdi

Bertani allega un conto dettagliatissimo delle sue spese per le due serate:

  • Viaggio A/R (Treno Reggio Emilia – Parma): L. 5,90
  • Biglietto teatro: L. 8,00
  • Cena “scellerata” alla stazione: L. 2,00
  • Totale richiesto (x2 serate): L. 31,80

Scrive proprio così: “Questi danari, a guisa di orribili spettri, vengono a disturbare la mia pace”.


La risposta geniale di Verdi

Verdi riceve la lettera e decide di divertirsi con furbizia emiliana. Scrive al suo editore Ricordi dando ordine di rimborsare il ragazzo, ma con due condizioni fondamentali.

  1. La correzione: paga il viaggio e il teatro, ma non la cena, asserendo che Bertani “avrebbe ben potuto cenare a casa!”.
  2. La clausola: Bertani deve firmare una ricevuta con l’impegno a non andare mai più ad ascoltare una nuova opera di Verdi.
“Figuratevi se, per sollevare un figlio di famiglia dagli orribili spettri, io non sono disposto a pagare! Rimborsate lire 27,80… la cena poteva benissimo consumarla a casa propria.”

La Shitstorm del 1872

L'articolo sulla Gazzetta Musicale di Milano
La storia resa pubblica sulla Gazzetta Musicale

Bertani accetta, firma la ricevuta (“prometto che non mi recherò più a sentire opere nuove del Maestro Verdi”) e incassa i suoi 27,80 Lire.

Ma l’editore Ricordi fa pubblicare l’intera storia sulla Gazzetta Musicale di Milano: la notizia fa il giro di Reggio Emilia e Bertani diventa lo zimbello della città per la sua taccagneria e per non aver capito la grandezza dell’Aida. Fu una vera e propria “shitstorm” sociale.


I personaggi dell’Aida: chi è chi?

Per non fare la fine di Bertani, ecco uno schema rapido dei ruoli vocali principali:

Personaggio Ruolo Voce Caratteristica
AIDA Principessa etiope (schiava) Soprano Voce dolce, acuta, piena di malinconia
RADAMÈS Capitano egiziano Tenore Voce squillante, eroica, da innamorato
AMNERIS Figlia del Faraone Mezzosoprano Voce scura, calda, tormentata dalla gelosia
AMONASRO Padre di Aida, Re Baritono Voce maschile grave, nobile ma aggressiva

Glossario musicale essenziale

  • Libretto: il testo dell’opera (le parole cantate)
  • Melodramma: sinonimo di opera lirica
  • Soprano / Mezzosoprano: voci femminili (acuta e intermedia)
  • Tenore / Baritono: voci maschili (acuta e intermedia)
  • Parola scenica: parola e musica unite per scolpire l’azione teatrale

Buono studio e… sognate al pianoforte!


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